Archivio Sentimentale

Special events

martedì 2 luglio, ore 19,00:
Friends for Pippo. Immagini, suoni e parole in onore di Pippo Patruno

Paolo Panaro, Lorena Carbonara, Alessandro Giangrande, Raffaella Ronchi, Elisabetta Stragapede,
Matilde Sabato e Leonardo Vita. A cura di Cosimo Mimmo Panaro

domenica 7 luglio, ore 19,00:
Premio Pippo Patruno

Proclamazione delle opere vincitrici del concorso, riservato agli studenti del Liceo Artistico di Monopoli
in collaborazione con l’IISS “Luigi Russo”

domenica 14 luglio, ore 19,00:
Viaggi sonori. Contaminazione al confine

Contamination Open Ensemble
Concerto in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli

Dal Martedì al Sabato: ore 9-13 e 16-21. Domenica: ore 16-21. Lunedì: chiuso.
Ingresso libero e accesso disabili.

Ordine ed espressione: è in questi termini che è possibile sintetizzare l’indagine artistica di Pippo Patruno, interamente fondata sulla geometria e sulla parola, l’una e l’altra avvicendatesi e, poco dopo, anche compenetratesi nei singoli cicli che, dagli anni Novanta in poi, si sono susseguiti a ritmo serrato.
La prima è all’origine di una raffinata ricerca astratta di vaga matrice minimalista, ma anche profondamente italiana nella gestione degli spazi, delle proporzioni, degli accordi cromatici, che ha connotato il primo trentennio di attività dell’artista.
La seconda è invece fondativa dell’ultima parte del suo percorso. Moltiplicata fino a costituire una texture, isolata al centro e ottenuta in negativo, la parola è assunta da Patruno tanto per la sua valenza estetica che per quella semantico-concettuale.
Nella sua pittura residui di figurazione permangono sino ai primi anni Novanta, fino a quando l’attività di restauratore lo porta a contatto con i reperti messapici decorati da fregi geometrici. È allora che Patruno intraprende saldamente la via del rinnovamento. Da allora la reiterazione modulare diviene il suo principale strumento espressivo, un viatico attraverso cui dare ordine al mondo.
Dal momento in cui Patruno aderisce all’astrazione – un certo tipo di astrazione, geometrica e concreta, finanche metafisica, che discende da Piero della Francesca e Giorgio de Chirico – non chiude mai la porta dietro di sé, lasciando che il fil rouge della sua ricerca prosegua fino alla fine, in un percorso sempre coerente e costantemente innovativo.